Uno, nessuno, 100K

Partecipare alla globalizzazione presuppone che il Paese abbia qualcosa da offrire al cui privilegio sia disposto a rinunciare. Per l’Europa, prendere parte alla globalizzazione ha significato condividere quanto di cui era più liberale. Seguendo un miraggio positivista e solidaristico, ha messo in comune le sue migliori qualità; ha accordato fiducia a tutti i contraenti che le garantissero l’esorcismo dello spettro rosso e di quello bellico che tanto l’avevano turbata nel secolo precedente. Il vecchio continente ha messo in comune standard alimentari, sanitari, giuridici elevatissimi, sia in preda ad un’utopia economica sia con la vanità di una primadonna lusingata nella propria superiorità dall’elemosina. E’ bastato scambiare il toro olimpico con quello di Wall Street, l’ebbrezza del rapimento è rimasta la stessa.

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Tu quoque?

Gli scorsi due secoli hanno avuto la fortuna di poter dare per scontato che dagli interessi di molteplici comunità territoriali si potesse sintetizzare un interesse nazionale, e che questo fosse tutelato attraverso il circuito democratico tradizionale, basato sulla rappresentanza del corpo elettorale da parte delle istituzioni politiche ordinarie. Oggi non è più così. L’interesse generale viene fatto coincidere con la somma degli interessi individuali: alla nozione nostalgicamente liberale di cittadino si sostituisce la figura del consumatore, giuridicamente inteso quale persona fisica che agisce per scopi estranei alla attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

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Sharing is SELF-caring!

Avere a disposizione mezzi di comunicazione telematici ha permesso, secondo una figura cara al nostro tempo, di accorciare sensibilmente le distanze tra le persone. Ma al fine di connettere efficacemente posizioni geografiche, correnti di pensiero e opere più o meno artistiche originatesi ai capi opposti del globo si è adottata l’intuitiva soluzione di eliminare una delle tre dimensioni tradizionali. Attraverso la finestra tascabile seppur irrimediabilmente bidimensionale di uno smartphone l’universo mondo è finalmente a portata di tutti – almeno di tutti coloro che possiedono i privilegi e i mezzi necessari per leggere questo articolo. In particolare, le nuove piattaforme online offrono un’inedita visione delle relazioni interpersonali: l’immediatezza e la spontaneità proprie dei nuovi modelli d’interazione semplificano notevolmente i rapporti tra gli esseri umani.

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